martedì 20 novembre 2007

Pi greco - Il teorema del delirio

Chinatown. In un piccolissimo e lurido appartamento, vive in affitto Max Cohen, matematico ebreo ed ateo, che fa uso di un enorme computer (un mainframe) da lui stesso messo a punto, per scoprire gli schemi che svelano l’andamento della borsa di New York, ma anche del mondo naturale. Involontariamente guidato da ebrei zeloti e da loschi agenti di borsa pronti a ‘comprarlo’, sarà vittima di una scoperta sensazionale.
Vincitore del Premio del pubblico al Sundance Film Festival del 1998, questo gioiellino cyperpunk a basso costo di Darren Aronofski (L’albero della vita), girato in un bianco e nero sgranatissimo di forte suggestione e montato come un videoclip, finisce con il coinvolgere ed affascinare lo spettatore, sebbene più di un dettaglio alla prima visione possa sfuggire allo spettatore medio. Inevitabile qualche forzatura nella sceneggiatura: il protagonista è – come sempre – un matematico con problemi mentali e comportamentali; la matematica è la chiave di decodifica del mondo che porta gravi danni a chi (ab)usa di essa. Musiche adeguate.

CRITICA: ***

VISIONE CONSIGLIATA: I

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